giovedì 17 aprile 2008

Surreale!

Tra gli incontri nella camminate ne posso aggiungero uno di tipo hollywoodiano! Altre persone quest'oggi camminavano insieme con me... dotate di uno zaino ben più pesante di quello che porterò a Santiago e imbracciavano... ma partiamo dall'inizio... solito percorso, qualche gip, boh... nessuno dice niente per cui cammino tranquillo... torno indietro e mi accorgo che ci sono delle sagome... la questione cambia! "Si può andare o non si può andare"... non si vede nessuno! Poi all'improvviso, ti trovi a camminare in parallelo con qualcuno ben equipaggiato... nessuno dice niente... si nascondono alla tua sinistra nella boscaglia... avanzi e ne trovi altri nascosti in un fosso, che guardano in direzione oltre alla tua macchina che è lì parcheggiata... ma nessuno dice niente... e tu cammini tra la loro indifferenza mentre simulano un conflitto... con calma sali sulla macchina, ti cambi le scarpe... e sai che loro sono lì nascosti e nessuno ti dice niente... accendi il motore e te ne vai... chissà chi avrà vinto! Io so solo di essermi trovato come un fantasma nel pieno di una guerra!

mercoledì 16 aprile 2008

Le ultime!

Un passo sostanziale in avanti verso Santiago... le credenziali sulla mia scrivania di tutto il gruppo!
Ho trovato quest'oggi il coraggio di far vedere il piede sinistro alla mia dottoressa... dal primo giorno in cui ho iniziato a camminare è comparso un bubbone... temevo che si trattasse di una verruca e che il decidere di asportarla avrebbe comportato uno stop non piacevole... per quello che hai da fare... perchè devi "allenarti per partire", per cui ho lasciato lì il bubbone. Un gatto che si morde la coda, è nato tra le dita per lo sfregamento di una con l'altra! E' diventato duro e alla passeggiata successiva ha prodotto nel dito vicino una fiacca! La fiacca del dito si è indurita e ha prototto una fiacca sul dito che aveva già il bubbone! L'esperienza insegna cosa ti dovrai preparare ad incontrare domani nel tuo cammino verso... Questa sera inizia la cura e in tre giorni il bubbone temuto dovrebbe scomparire... la dottoressa ha sentenziato con fare tranquillo l'esito della diagnosi con un nome tetro all'orecchio... meglio la traduzione popolana: trattasi di "callo"...
Bene... a 34 anni ora so come sono fatti e come si tolgono... magari a qualcuno di quelli che cammineranno con me servirà un aiuto per togliere il loro... che compaia su un piede o nel fondo dell'anima.

venerdì 11 aprile 2008

Una settimana intensa?

Con oggi concludo la prima e "vera" settimana di preparazione al pellegrinaggio per Santiago, ecco i dati messi a fuoco:
- sono arrivato dalle parti di Milano (52 km percorsi);
- in 5 giorni non ho percorso neanche un quarto del cammino che dovrei fare in 11 giorni (sich!);
- contando che il primo giorno ho fatto 20 km, i seguenti 8 km e riesco ancora a camminare forse ho qualche buona e vaga speranza di farcela;
- ho capito la causa della fiacca al piede sinistro, ho deciso in non rimuoverla per non dovermi trovare ad avere un altro problema su cui indagare, per questo il piede si deve adattare... pare che ci riesca (a furia di camminarci su!);
- la gamba destra è il punto debole (mi ricorda che sto camminando scrocchiando quasi ad ogni passo... il menisco è andato? Mal che vada lo togliamo di mezzo lungo il cammino);
- diversi incontri fatti lungo le passeggiate (2 tedeschi in bicicletta; 4 cigni milanesi; 1 lepre piemontese; 1 nutria di importazione chimica; 1 fagiano nostrano; 1 scoiattolo al trotto; qualche farfalla; volatili non identificati per mia ignoranza);
- il clima? Ventilato, umido, bagnato!
- dopo domani torno dalla mamma e smonto qualcosa che ha in casa sua mi può tornare comoda a Bellinzago!
- mi sto chiedendo se non è meglio che affitti un cavallo... sapete quanto costa? Martedì devo dire come andiamo a Santiago... faccio ancora in tempo a prenderne uno!
- devo dire che in questi giorni ho capito quanto sono testardo... mi dispiace per chi mi incrocia nel cammino della vita!!!

lunedì 17 marzo 2008

Il biglietto

Che sensazione strana tenere in mano il biglietto dell'aereo; nonostante sia un semplice foglio stampato da computer, rappresenta per me molto di più. È un progetto che diventa pian piano realtà, forse più dello zaino sulla schiena nelle passeggiate e del materiale preparato e pesato, mi attesta che tra un mese e mezzo circa si parte davvero per Santiago de Compostela. Quasi non mi sembra vero! L'abbiamo ripetuto così tante volte che ormai ne ero quasi assuefatta: a maggio si va a Santiago... tra qualche mese si parte... ma era comunque un'idea vaga e poco definita nella mia mente. Strano come un foglio di carta sia in grado di darle così tanta concretezza.

mercoledì 12 marzo 2008

Ieri

Ieri, complice la giornata di sole dopo il brutto tempo, mi prende una voglia improvvisa di camminare. Prendo lo zaino ormai pronto per Santiago, prendo parole dai miei che mi chiedono se non ho vergogna a girare in quel modo, prendo acqua e alcuni biscotti e parto. I primi minuti sono duri per la mente, fatico a camminare in paese, non tanto per la gente che guarda ma, penso, potevo stare anche a casa. E' così difficile uscire dai soliti schemi?
Poi, piano piano la mente si scioglie assieme ai muscoli delle gambe. Vedo le cose di sempre ma con altri occhi. Incrocio gente chiusa nelle proprie auto e nei propri pensieri che mi sfrecciano vicino. Li vedo opachi dietro ai vetri, mi sento pieno di energia positiva come non mi capitava da tempo. Il sole tiepido di marzo scalda la campagna ed i miei passi. Incontro vecchi che salutano con occhi che si chiedono come mai dello zaino. Intanto cammino e cammino. Faccio una pausa per una foto, due biscotti, un sorso d'acqua e poi... e poi ancora sole, ormai rosso in cima ai prati. Sembra una poesia la solita strada fatte tante volte. Rientro quasi in paese ma, è più forte di me, non voglio tornare a casa, devo restare in quel mondo così vicino a noi eppure così lontano da trovare. Un'altra foto. La luce che piano scende. E' tardi, non posso andare oltre. Sulla via di casa però rallento, cercando di far durare quei passi più a lungo possibile...

mercoledì 20 febbraio 2008

Le apparenze ingannano (il sapone di Aleppo)


Ho provato il fantomatico "sapone di Aleppo"; viene prodotto proprio ad Aleppo (Siria) da millenni (pare che se ne parli anche nella Bibbia...) secondo le tradizioni invariate nel tempo, con olio di oliva e olio di alloro. Viene tagliato in panetti e fatto essicare al sole per 10-12 mesi. Viene usato come trattamento di bellezza, ha caratteristiche disinfiammanti, perfetto sui capelli, ottimo per lavare le biancheria, ed è molto indicato per pelli secche, acne, eczema... Va bene per tutto insomma!
Eppure ha un aspetto non proprio invitante e un odore che... beh, non invita neanche quello!
Però mi sono dovuta ricredere! I capelli (che temevo trasformarsi di nuovo in paglia, visti i miei ultimi esperimenti) sono puliti, morbidi e leggeri; la sensazione sulla pelle è di pulito e fresco, e anche l'odore non sembra niente male!
Conclusione? Consiglio vivamente il sapone di Aleppo, che preferisco anche all'ottimo rivale: il sapone per i capelli del commercio equo; anche per la comodità che permette di portare una sola saponetta che vada bene per tutto!
E nonostante tutte le ricerche chimiche per scoprire nuove formule per Shampoo sempre più funzionali, creme e trattamenti vari, è curioso trovare un prodotto di produzione tanto antica, semplice e naturale che sia così funzionale!
Ringrazio caldamente Elisa che me l'ha consigliato (e la sua nonna che mi pare essere colei che lo ha sperimentato per prima). Proprio una bella scoperta!

lunedì 4 febbraio 2008

Sotto la pioggia

Era da due giorni che riflettevo sull'opportunità di andare a camminaro questo lunedì. Suona la sveglia, come al solito, via di corsa in bagno. Apro la finestra della camera: "Sta piovendo, bene, si va a camminare". Proprio così, il contrario di ogni ragionamento sensato (o forse). Durante il cammino di Santiago non si può sapere che tempo si incontrerà e provare già oggi a passeggiare sotto la pioggia senza l'ombrello è un modo come un altro per entrare nell'ottica di cosa ci attende. Già mio fratello mi aveva consigliaro di andare a fare due passi per distendersi un po' dalle varie incavolature (anche i preti nel loro piccolo si...). E così si comunica alla mamma: "Vado a camminare"... sogghigno rivelativo del pensiero ("Matto!")... per fortuna sono 34 anni che sa che lo sono e che non cambio idea quando faccio un'affermazione così lapidaria e definitiva. Arrivo al solito punto di partenza... metto su la mantellina... "Che schifo di mantellina..." bisognerà cambiarla! Mi sono tornate in mente quelle dai colori brutti che usavamo noi animatori ai nostri campiscuola che però ci piacevono tanto perchè ci davano un look un po' misterioso... quelle sì che aderivano al corpo e non sembravano delle corazze... sta di fatto che non piove! Come la mettiamo? "Il cammino ti chiama..." camminiamo! Ci si guarda intorno e il paesaggio lo si conosce già, ma c'è sembre qualcosa di nuovo da vedere... si prova a fare qualche percorso alternativo e si finisce sulla spiaggia del Ticino dopo essersi fatti infilzare un po' dalle spine... ma è così divertente l'avventura... Guardi in giro e finisci in una pozzanghera... guardi di nuovo ingiro e finisci in un'altra... guardi avanti a te e non vedi più ciò che ti circonda e noti che dalla pozzanchera puoi vedere il cielo sopra di te... interessante, ma non del tutto soddisfacente! Ok, decido di guardare intorno e basta, le pozzanghere non possono far paura... ricomincia a piovere... niente mantellina, c'è il giubbotto, basta e avanza, e il ritorno lo si fa decisamente orientati a camminare volutamente dentro a tutte le pozzanghere che si incontrano, alla prima mi sono voltato a vedere se c'era in giro qualcuno... per non fare brutta figua, ma poi ci ho preso gusto, e ho pattinato sul fango e ho fatto fare il sommergibile agli scarponi. Che sensazione di libertà! Finalmente liberi di essere se stessi in un mondo che ti tiene continuamente sotto giudizio! Il Cammino di Santiago, già nella sua preparazione, mi sta forgiando alla libertà innanzitutto interiore, chi sa che non faccia fare dei progressi anche in quella esteriore... chi vivrà vedrà... Sta di fatto che un pensiero quest'oggi mi ha sfiorato e lo voglio condividere: "non ci si deve sottomettere a nessuno se non a Dio, non perchè ha sempre ragione, ma perchè ci ama!"